Il killer

L'homo scissus o l'homo duplex: La sinfonia zeroica di Mireille Ko (Transfinito, 2008), è la questione chiusa. Lo scissionista vive nella questione chiusa. L'uomo doppio vive nell'agenzia segreta, chiusa, blindata, l'aria a durata.

 

Nella sua quintessenza l'oggetto, l'io, che si divide in due per la sovrapposizione dell'automa e sembiante, è trinitario. Nella sua ultima tappa, prima di dissolversi nel nulla come demone, lo scissionista, il doppio della metà, il doppio dell'uno, sosia, salda le due metà, il corpo scisso, la mente scissa (ognuno è “schizo”), le due polarità, i due fratelli in guerra di elezione e di selezione. Lo scissionista, scisso dal bene e dal male, scisso nel bene e nel male, è il saldato, ovvero il soldato del dio della guerra, il dio dei pacifisti.

 

È in quanto osservatore unico, indipendente da ogni coppia in guerra, che salda l'accoppiato in un rapporto erotico di élite e di massa. L'osservatore indipendente e neutrale è venduto come i panini nel formato pacifista. Il pacifista, per esistere, consistere e desistere, ha la sua droga, il suo paradiso artificiale, in due parti, partiti, partizioni, particolarità, in guerra.

 

La guerra è voluta, potuta, dovuta e saputa dai pacifisti. Il pacifismo è affermato da ogni guerra detta di difesa. Nemmeno il tiranno più sanguinario si lancia in una guerra d'offesa.

 

Fa la guerra per difendere la patria, il popolo, le sue tasche, senza offesa. Anche Putin, doppio di sé patentato, garantito, assicurato, certificato come agente segreto di sé, dichiara di difendersi contro la terza invasione della Russia, dopo Napoleone e Hitler.

 

Le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki furono precedute da un lancio di prova. Il nome in codice del test nucleare era spirituale, ovvero “Trinity”, e la bomba si chiamava “The Gadget”. L'aggeggio, il congegno, il dispositivo, l’arnese, il gingillo. Il gadget del pacifismo odierno, la deterrenza nucleare. Queste sono varie proposte lessicali intorno alla questione del gadget.

 

Lo scissionista non vuole partecipare a nessuna delle due fazioni in guerra. È la sua non partecipazione a lasciare l'io diviso in guerra fra sé e sé. In quanto osservatore neutrale, al di là o al di sopra di tutte le guerre, è la condizione negativa, la negativa della condizione, della guerra doppia fra due, quindi della conversione della guerra intellettuale e in guerra arcaica. Fitna in famiglia e jihad in tribù.

“Gage” si trova come Gagé o Gaget fra i nomi dei costruttori della Statua della Libertà di New York, assieme a Eiffel, quello della torre. Il dono commerciale di piccole riproduzioni della Statua della Libertà ha forgiato il lessema inglese gadget.

 

E gage è pegno e tueur à gage è il sicario, il killer. Tuer à gage è uccidere su commissione, per conto terzi. L'osservatore è il terzo spirituale per il cui conto si uccidono gli umani divisi in due classi, secondo il manuale Aristotele.

 

Gli zeroici sono gli umani divisi in due classi, gli azzerati in corsa per annullarsi al netto della questione donna e al netto della questione uomo. Che cosa resta dell'osservatore pacifista, del consigliere pacifista, del conflitto degli altri? “L'ombra di un uomo rimasta stampata sui gradini di pietra, su cui era seduto: impronta di un corpo disintegrato”, Vittorio Frosini, giurista, in “La Cifra” n. 1, (Spirali, 1988). Nella questione chiusa, fra speculazione, visione e osservazione, la procedura è per disintegrazione.

 

La procedura del pacifista è per disintegrazione. Alla guerra totale e ultima seguirà la vera pace spirituale. Intanto il killer prosegue nella sua duplicità, prosegue a pulire nell’altro il suo sporco: nell’alternanza e nell’alternativa, fra episteme e ipostasi, fra manifesto e nascosto, assassina l’innocenza della vita.

 

Opera di Hiko Yoshitaka

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Celso e il rancore

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