« Armando Verdiglione est psychanalyste, philosophe et sémioticien. En 1985, en vertu d'une loi scélérate, il a été accusé de "délit d'influence" sur la personne de certains de ses patients. il a été condamné. Emprisonné. Traîné dans la boue. Conspué. Il a été traité comme aucun intellectuel, dans l'Europe démocratique, le fut probablement jamais. Et nous sommes quelque-uns, en Italie et hors d'Italie, à flaire la machination. Où, au moins, l'erreur judiciaire ... ». B.H.L.
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A partire da questa lettura n. 40 vengono rubricati qui i link che seguiranno delle prossime letture del libro di Armando Verdiglione, “La psicanalisi questa mia avventura”.
L’autore racconta l’itinerario di Armando Verdiglione, inventore della cifrematica, la scienza della parola, che diviene esperienza del Movimento cifrematico, a partire dal 1973. I capitoli del libro, come in un film, documentano l’impresa culturale di Armando Verdiglione con stralci di suoi scritti, tratti dai libri e dalle riviste, insieme con le testimonianze di intellettuali, scrittori, scienziati, artisti convocati ai numerosi congressi internazionali tenuti in Italia e all’estero, nelle istituzioni culturali e scientifiche, nelle università, nelle fondazioni e nei musei. Numerosissimi i riferimenti ai video registrati nel corso degli avvenimenti. C’è in Italia chi ha guardato a questa esperienza – che è stata dirompente fin dal suo esordio – soltanto attraverso i “punti di vista” dei media (televisioni, giornali e periodici), attraverso il “sentito dire” o sulla base delle proprie convinzioni spesso fondate sul luogo comune o sul pettegolezzo. Il clamore suscitato da questa esperienza (che è diventata presto questione giudiziaria) ha anche influenzato la legislazione italiana, che ha puntato a normare e a medicalizzare il settore della psicologia e della psicoterapia a scapito della libertà di ricerca scientifica e di dibattito, nonché a detrimento dell’innovazione nel campo della clinica senza pazienti e senza soggetti. Pochi hanno potuto cogliere il valore dell’itinerario di Verdiglione e del Movimento cifrematico attingendo direttamente agli scritti pubblicati in più di cinquant’anni di attività. Questo libro offre questa opportunità, fornendo un panorama delle iniziative italiane e internazionali, dei temi affrontati, degli orizzonti che la produzione di Verdiglione e del Movimento ha aperto, della qualità dei libri e delle riviste pubblicati, delle indicazioni per l’avvenire della civiltà della vita, affrontando le questioni nodali della nostra era, con novità importanti per la vita di ciascuno.
Armando Verdiglione legge il libro di Daniel Paul Schreber, le Memorie e altro, è la restituzione in qualità. È la restituzione nel «testo Daniel Paul Schreber», un testo originario e assoluto. Ciò che finora ne è stato scritto non attiene al testo, ma ai pregiudizi. E già al pregiudizio di Flechsig e di Weber, di Lacan e di Freud.
Laboratorio di lettura di ricerca e di approdo intorno alla restituzione del testo di Vincent Van Gogh che nell'elaborazione di Armando Verdiglione è "invenzione e arte senza pazzia". Lezione n. 0
Su questa stessa pagina seguiranno i vari link delle lezioni registrate su Youtube.
Dalla violenza dell'afasia al feticismo, dall'omogeneità di un gruppo all'economia dell'illusione: come la presa sulla parola fallisce e come l'atto di parola resta inderogabile, incancellabile, indelebile.
L'opera "Magrissima" di Roberta Sireno è stata pubblicata a ottobre 2025 da Zacinto Edizioni.
Proviamo con la fantasia a dare per acquisito che "Magrissima" sia un progetto personale, un progetto sociale, un progetto di gruppo. Forse si contrappone al "grassissimo" che sarebbe il mondo dominante dei dominatori. Scriviamo una pagina come di un saggio che resta neutro negli esiti, ovvero non sfocia in quello di un prendere parte fra due polarità che "mondane" danno per perso il pianeta della parola autentica, senza più grasso né magro.
In questo libro l'autrice, con una maestria non comune, riesce a infrangere tutte le regole del romanzo classico, a legare generi letterari e registri narrativi diversi amalgamandoli nel racconto del destino tragico di una famiglia. Nel contempo tiene a bada le vicissitudini di un secolo.
La ricetta esclude la significazione. La ricetta come rebus che trae alla cifra. La ricetta non si decifra, ma trae verso un’altra cifra. Il cuoco non è un soggetto che leggendo la ricetta d’un altro cuoco aggiunge o toglie qualcosa per fare la differenza. Semmai, la pragmatica culinaria giunge alla differenza sessuale. Quindi, l’indecifrabilità della ricetta indica l’ignoranza, la cucina senza più gnosi.
Alessandro Taglioni, artista, scrittore, intellettuale: dal Quattrocento al futuro che verrà si pone qui l’analisi della parabola dell’arte. Un pennello e una penna singolari, specifici e precisi.
DOVE si scrivono le cose? Il dove risulta illocalizzabile, inspazializzabile, intopologico nella cifrematica, la teoria di Armando Verdiglione. Non-spazializzabilità del dove perché lo spazio della parola non è pianificabile. Le cose non vanno da A a B. Da dove vengono le cose? Rispondono il corpo, il sembiante. Dove vanno le cose? Rispondono la scena, il tempo. Corpo e scena della parola. Non è ancora una risposta, la non localizzabilità del dove; e non lo sarà mai nel senso della logica dell’interrogazione.