Fratricidio e guerra

La categoria come la calunnia è sempre falsa accusa.

Per Maometto Gesù è il profeta disarmato. Ecco allora le sue armi: la penna e la spada. Eppure Gesù non è disarmato e le sue armi sono quelle della parola, così invincibili da essere ritenute divine. Anche Eraclito, che conosce gli dei e gli eroi, l’avrebbe riconosciuto come figlio di dio. L’insegnamento di Gesù è orale e qualcosa resta nonostante la sua grecizzazione, ebraizzazione, romanizzazione, germanizzazione, slavizzazione, cristianizzazione, islamizzazione… Maometto immagina e crede di appropriarsi della genealogia ebraico-cristiana e invece è un eretico ellenista. L’impianto della sua macchina di potere e del suo arcanum imperii è il ricordo di copertura della negazione del pensiero greco. Il nemico lo mutua da Platone e la guerra da Eraclito e da Aristotele. E non lo dice (perché Dio lo vuole). L’acqua in bocca dell’omertà crea il suono più bello, quello del pifferaio magico e ipnotico. Tale piffero ha due facce: la penna e la spada.

Il jihad e la fitna, la guerra esterna e la guerra interna, la guerra incivile e la guerra civile, sono la due facce del fratricidio, che oggi si chiama condivisione e sta al posto della schisi, della divisione e della sua proprietà che è il sinodo. La condivisione è il sinodo forzato, il sinodo come predestinazione. La prolessi del sinodo è la guerra contro la guerra dell’altro, il nemico. E risulta una metessi della pace. La bilancia tra la prolessi e la metessi è quella sotto l’insegna di Dike. Karl Kraus si era accorto del funzionamento della bilancia ideale-reale, indagata anche come legge del rovesciamento da uno psicanalista francese: annota che l’Austria impiccando Cesare Battisti finisce per impiccarsi, ovvero perde ciò che l’impiccagione avrebbe dovuto mantenere, il Tirolo unito e anche Trento.

 “Prendono piacere i porci più del fango che dell’acqua limpida (E 13)”. Umani, troppo umani, questi porci che prendono piacere. Eraclito non arriva all’invettiva: “Voi porci…” E si tratta di animali fantastici, ossia totemici e tabuici. L’acqua limpida ideale e il fango reale. La bilancia di Eraclito non è quella della dea della giustizia. È sbilanciata! Ovvero la questione è aperta: piacere non piacere, fango acqua limpida. Ironia. Leggere il piacere dei porci per il fango e leggere il non piacere dei porci per l’acqua limpida.

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