«Principio degli esseri è l’infinito … da dove infatti gli esseri hanno origine, ivi hanno anche la distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l’uno all’altro la pena e l’espiazione dell’ingiustizia secondo l’ordine del tempo» (Anassimandro, in Simplicio, De physica, 24,13). Noi espiamo la pena nell’orrore del divenire. La mercificazione del tempio e la moneta è la pena. L’oggetto penale e penitenziario. Il tempo penale e penitenziario, così il tempo logico di Lacan richiede l’allegoria del carcere.

La porta dell’essere è la porta della miseria. La porta dell’avere è la porta della povertà. L’essere e l’avere sono le due pezze al culo della teologia e della filosofia, della chiesa e dell’esercito. Poi le due pezze convergono nell’unica stoffa della burocrazia, l’amministrazione dell’homo duplex.

Fra l’ideale liturgico smisurato e il canone cerimoniale misurato ogni homo duplex triplex ha assegnato cosa fare. Chi si attiene alla questione chiusa è posizionato in un punto in cui fanno legge la formula sociale e l’algoritmo familiare. Punto magico e ipnotico. Punto erotico, totemico e tabuico.

La scrittura dell’esperienza fuga la paura, il pudore e la vergogna.

La questione chiusa è il luogo ideale. Il luogo del nulla e il luogo della morte. Il luogo del mistero, del segreto, dell’arcano, dell’ingranaggio, della tempesta. Il luogo comune. Il luogo dell’ideale uguale e dell’uguale ideale.

La questione chiusa, senza la parola, può essere zeppa di discorsi: è senza la narrazione e senza la lettura.

“La produzione procede dalla sfida assoluta” (Verdiglione, 17 settembre 2020).

Amico e nemico servono la volontà dell’Altro. Se dio vuole. E dio vuole. Chi è il dio che vuole? Il dio dal volto umano, quello fugato dall’esperienza di Maimonide. Amico e nemico sono l’ingranaggio, sono l’eroe e l’autonomo, il totem e il tabù. La volontà del sistema è garantita e assicurata dalla volontà di dio.

La scrittura mimetica e automatica: la scrittura del discorso, la riscrittura.

La questione chiusa: dentro la fitna e fuori il jihad. La questione chiusa rigetta l’anomalo, il dissidente, l’intruso, il blasfemo, il negativo genealogico e il negativo gerarchico.

Giancarlo Calciolari

21 settembre 2020